Castagnole di Carnevale

Le castagnole di Carnevale sono la prova tangibile della magia del fritto. Qualunque cosa fritta è più buona, punto e basta. Anche qualcosa di davvero semplice come un impasto fatto di uova, farina e burro.
Ho sempre considerato le castagnole non un semplice dolce di Carnevale, ma IL dolce di Carnevale, forse perché mangiarle mi dava un senso di soddisfazione e di appagamento che le frappe non mi davano perché più ariose e friabili. Posso dire però di essere estremamente fortunata dal momento che mia nonna è la regina indiscussa delle frappe (la ricetta che c’è qui sul blog infatti è la sua) mentre mia madre è un fenomeno con le castagnole.
Probabilmente è per questo che non mi ero mai cimentata prima di quest’anno nella loro preparazione, senza contare che friggere mi spaventa sempre un po’. Nei giorni scorsi però mi era venuta una voglia di castagnole disumana, dunque ho approfittato di un momento di tranquillità in casa per sperimentare e affrontare l’impresa.

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Ci sono tantissimi modi per fare le castagnole di Carnevale e, inutile dirlo, curiosa come sono ho intenzione di provarli tutti o quasi. Con la ricotta, senza ricotta, ripiene, semplici, con la farina di mandorle, con l’impasto più compatto, con l’impasto morbido… insomma, c’è l’imbarazzo della scelta.
Per la mia prima volta, da vergine della frittura delle castagnole, ho deciso di tenermi sul semplice. Ho aperto il quadernetto delle ricette di mamma Rosaria e via.

Con le dosi che trovate vi usciranno circa una trentina di castagnole, ergo se volete prepararne di più raddoppiatele!

INGREDIENTI:

  • 250 gr di farina 00
  • 50 gr di burro a temperatura ambiente
  • 2 uova medie
  • 50 gr di zucchero
  • vanillina
  • scorza di due limoni
  • un bicchierino di rum
  • mezza bustina di lievito (8 gr)
  • zucchero per la copertura q.b.

 

Per prima cosa mescolate lo zucchero con la vanillina, aromatizzandolo. Setacciate poi la farina e il lievito e uniteli allo zucchero. Riducete il burro ad una crema, deve avere la consistenza di una pomata, per intenderci. fate un buco nel centro della fontana di polveri (vi consiglio comunque di eseguire la lavorazione all’interno di una ciotola) e rompetevi le uova, aggiungendo anche il burro morbido, il rum e la scorza di limone. Mescolate con un cucchiaio, finché non avrete un impasto compatto e omogeneo, umido ma non troppo appiccicoso. Coprite la ciotola con la pellicola e lasciate riposare in frigo per almeno mezz’ora.
Nel frattempo mettete a riscaldare l’olio per friggere.

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Da novella del fritto (non giudicatemi, sono abbastanza salutista ergo non friggo praticamente mai!) ovviamente ho letto di tutto e di più sull’argomento, imparando le nozioni essenziali e necessarie per approcciarsi in modo sicuro all’impresa.
Ogni pasticcere o chef vi dirà che la temperatura da far raggiungere all’olio per un buon fritto è sui 170/175°. Ma come fate a capire quando è il momento giusto se non avete un termometro da cucina? Fate la prova dello stecchino: dopo aver fatto riscaldare l’olio su una fiamma media per una decina di minuti, provate ad immergere la punta di uno stecchino nell’olio. Se fa le bollicine, l’olio è pronto.
Altra questione cruciale: che tipo di olio usare? Evitate l’olio di oliva. In primis perché è un olio buono e costoso, in secundis perché risulta un po’ pesante. L’ideale è l’olio di arachidi.
Per friggere poi abbiate l’accortezza di utilizzare una pentola dai bordi un po’ alti e non una padella. In questo modo potete riempire la pentola per metà ed evitare gli schizzi d’olio che oltre a sporcarvi tutta la cucina, sono pure pericolosi.
Ricordatevi infine che l’olio non va mai buttato nel lavandino, ma va smaltito nelle apposite isole ecologiche.

Riprendiamo l’impasto e, con l’aiuto di un cucchiaino, facciamo delle palline non troppo grandi.

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Tuffiamole nell’olio caldo, un po’ alla volta, e con l’aiuto di una schiumarola giriamole spesso affinché diventino belle dorate da tutti i lati. Dopo 3-4 minuti tiratele fuori e lasciatele per mezzo minuto su un foglio di carta assorbente, poi rotolatele subito nello zucchero.

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Non aspettate troppo, altrimenti lo zucchero non si attacca, tanto quando il fritto è fatto bene l’olio non viene assorbito e l’impasto resterà soffice e leggero.
Disponete le vostre castagnole in un bel piatto e aspettate che la famiglia le trovi. A casa mia sono durate meno di 24 ore!
Se volete ovviamente potete farcirle: basterà fare un buchino e riempirle con una sac à poche. Il ripieno ideale? Secondo me ricotta. Ma per una versione più golosa potete andare giù anche di Nutella o crema pasticcera.

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