Giulia mangia #3: Parigi

“A Parigi si mangia meglio e si fa all’amore, beh forse non meglio, ma certamente più spesso”.

Così incomincia uno dei film di Billy Wilder (le sue commedie sentimentali per me sono cento volte meglio di quelle di oggi) con Audrey Hepburn nei panni di una giovane violoncellista francese.
Che dire? La cucina francese è… carica. Ma se siete amanti del burro, dei formaggi, delle salse e dei dolci non può non piacervi.
Il problema principale a Parigi è trovare posti in cui mangiare bene senza spendere un occhio della testa. Anche solo fare la spesa a Parigi è più costoso: due mesi fa sono rimasta incredula davanti ad una mini busta di insalata da 120 gr che costava 2,41€!
Ma ormai, dopo tre soggiorni, posso dire di aver collezionato un po’ di posticini che meritano una menzione d’onore. Se avete in programma un viaggio a Parigi dunque munitevi di carta e penna e prendete nota.

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Mangiare francese a Parigi (senza spendere un accidente):

Odio le persone che quando viaggiano non assaggiano la cucina locale. Lo so, a volte non è facile fidarsi e ordinare alla cieca, ma potete sempre informarvi sulle specialità tipiche di un paese e poi cercare posti che cucinano proprio quelle pietanze. A Parigi sono stata portata dal mio amico Graziano a Le Bouillon Chartier, un ristorante storico di cucina tipica francese, dove ho assaggiato le escargot à la Bourguignonne. Mangiare le lumache può fare impressione, specie se non siete amanti di cibi dalla consistenza viscida, come le ostriche. Ma secondo me il gioco vale la candela: le escargot sono buone e sanno di funghi, niente a che vedere col sapore terroso che immaginavo potessero avere. Oltretutto in Francia ve le servono con una crema a base di burro, prezzemolo e aglio davvero deliziosa, perfetta per fare la scarpetta con il pane (lo so, forse questo non è proprio très parisien). Buttare un occhio sulla carta dei dolci è d’obbligo: se non mangiate la crema chantilly a Parigi non conoscerete mai il sapore della vera crema chantilly.
Ma la cosa che ho amato di più di questo ristorante è stato chiedere il conto (ebbene sì!): il nostro cameriere, nella sua divisa dal sapore davvero retrò, ci ha fatto il conto con la penna sulla tovaglia di carta sopra la quale avevamo cenato!

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Se invece volete provare la cucina provenzale Chez Janou è il posto giusto! La parola d’ordine anche in questo caso è burro/formaggi e…aglio! Potrebbe dunque non essere l’ideale se dopo avete intenzione di andare a cuccare o se avete in mente una cenetta romantica, però le pietanze sono super! Bistecche, anatra arrosto e pastis a fine pasto in un’atmosfera familiare colorata e divertente. Da provare assolutamente la mousse al cioccolato.

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Mangiare dolci a Parigi (e vivere felici):

La prima cosa che faccio ogni volta che atterro a Beauvais è fare colazione da Paul, divorando un pain au chocolat. Blasonato, banale ma amatissimo pain au chocolat: ho battuto ogni record quest’anno, mangiandone sei in sette giorni e no, non me ne vergogno.
Dove ho mangiato il più buono in assoluto? A La Parisienne in boulevard St Germain, ne ho preso uno speciale imbottito di cioccolato fondente e scaglie di mandorle. Mio padre è rimasto stregato invece da un roulè con i frutti di bosco di cui ancora parla con gli occhi che scintillano.

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Chi va a Parigi però è sempre ansioso di assaggiare i macaron francesi. Dopo averne mangiati in quantità imbarazzanti, posso dire che a Roma c’è un solo posto dove sanno davvero farli, ovvero a Le Levain, di cui ho già scritto.
Se volete gustare i macaron per eccellenza, c’è un solo posto dove andare: Pierre Hermé. Oltre ad essere i più cari mai acquistati (2,20 al pezzo nel lontano 2014 quindi ora potrebbero costare anche di più!) sono stati i più buoni che io abbia mai assaggiato in tutta la mia vita. Non a caso c’è chi li ha definiti persino i macaron più buoni di tutta la Francia. Almeno una volta però questa piccola spesa folle si può fare. Io ho assaggiato il macaron al pistacchio, alla vaniglia e al cioccolato. Ma se volete spendere cifre più ragionevoli c’è anche Maxim’s de Paris (io sono stata in quello di Montmartre) dove potete acquistare la classica box da 6, da 12 o da 24 a prezzi umani.

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Mangiare asiatico a Parigi:

Quando però volete una pausa dalla cucina francese, Parigi offre un’ampia scelta di locali che cucinano asiatico. Trois Fois plus de Piment non ha nulla a che vedere con la cucina cinese a cui siamo abituati noi: secondo me è cento volte più buona e autentica.
Specializzato in noodles e ravioli, con o senza zuppa, il ristorante è molto piccolo ma davvero accogliente e caratteristico perché fa scegliere il grado di piccantezza su una scala che va da 0 a 5. Io ho mangiato dei noodles con livello di piccante 1 e a fine piatto ho iniziato a sentire la lingua anestetizzata, sebbene io sia abituata al peperoncino e alla cucina piccante.

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Mangiare pizza (vera pizza!) a Parigi:

Quando però si è a Parigi da tanto è impossibile non sentire nostalgia della cucina nostrana. E se per la pasta è facile porre rimedio preparandola in casa, per la pizza non è così semplice. O forse sì? Basta armarsi di santa pazienza e andare a mettersi in coda alla Pizzeria Popolare che con 5 euro vi fa mangiare una pizza napoletana che non ha nulla da invidiare a quelle che si possono trovare nelle nostre pizzerie.
Trovate anche degli ottimi antipasti (crocchette, fritti, la STRACCIATELLA!!) che costano un po’ di più rispetto ai prezzi a cui siamo abituati, ma state pur sempre mangiando cibi italiani fuori dall’Italia. Menzione d’onore al tiramisù che vi servono direttamente dalla pirofila di vetro: un tiramisù che ricorda proprio quello di casa!

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Insomma, diciamo che Parigi come ogni grande città che si rispetti ha molto da offrire in fatto di ristorazione: basta solo sapere dove andare e sperimentare un po’. Se siete in giro per Montmartre fermatevi in uno dei tanti posti che preparano crêpes di ogni tipo, dolce o salata, sul momento o in famoso croque monsieur, come Au Petit Creux.
Fermatevi per un bicchiere di vino al Folie’s Café, magari accompagnandolo con un tagliere di formaggi. E non smettete mai di curiosare, ci sarà sempre un posto nuovo da provare, un pretesto per dire “tornerò presto”: la promessa più dolce di un pain au chocolat.

 

3 pensieri su “Giulia mangia #3: Parigi

  1. Stefano ha detto:

    Io le uniche due volte che sono stato a Paris in fatto di mangiare sono state le classiche (credo) abituali pranzi e cene dell’italiano medio-basso. 🙂
    Ovvero visto che c’era un locale di fronte all’albergo una volta a pranzo o una volta cena,senza spostarsi troppo, c’era il Flunch a montmartre,per la pizza c’era PizzaHut e qualche volta una scappata in qualche ristorante simil-italiano. Queste le mie povere esperienze culinarie parigine! 🙂 Bye! 🙂

    • giuliamiri ha detto:

      Ahahahah non sei l’unico che si è lasciato convincere dalle grandi catene! Vorrà dire che la prossima volta che capiterai a Parigi avrai nuovi posti da testare! Diciamo che a Parigi è difficile trovare posti dove mangiare bene senza spendere un patrimonio, dopo qualche fregatura e se si ha la fortuna di avere amici che vivono lì, si imbocca in ristoranti interessanti! 😉

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