La pelliccia leopardata perfetta

Ogni tanto la modaiola che è in me si palesa con ineguagliabile prepotenza e mi costringe a sprecare investire il mio già poco tempo in attività costruttive come la ricerca di capi perfetti.
Pantaloni neri perfetti, giacca con pattern scozzese perfetta, stivaletti di pelle perfetti.

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Ma procediamo con ordine.

Solitamente, ad ogni nuova stagione, nasce in me la necessità sconsiderata di un qualche capo che mi appare essenziale – a tratti vitale – per poter sfruttare al meglio il potenziale latente del mio guardaroba. Inizio quindi a setacciare ogni negozio con un impegno e una costanza che se solo riuscissi ad avere nei confronti, che so, della palestra eviterei di arrivare a giugno con il terrore nel cuore.
Ultima vittima delle mie ossessioni, una semplice e sobria pelliccia leopardata da signorotta attempata habitué dei salotti dell’aristocrazia decadente.

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Non è stato facile: la mia ricerca è durata qualcosa come due anni.
La pelliccia leopardata perfetta infatti doveva avere una precisa combinazione di fattori, dei requisiti essenziali sui quali non ero assolutamente disposta a lasciar correre: la volevo di una precisa lunghezza, con una precisa fantasia maculata, di una precisa tonalità, con il doppiopetto, i bottoni invisibili – non ganci, non cerniera – e con il pelo morbido ma non troppo lungo. Insomma, non era proprio facilissimo trovare la pelliccia leopardata che volevo. Quest’anno però ce l’abbiamo fatta.
Dopo mesi e mesi di ricerca, finalmente!habemus pelliccia! Finalmente ho trovato ciò che volevo e il senso di trionfo con cui l’ho appesa nell’armadio, desiderosa di poterla sfoggiare quanto prima, è paragonabile solo alla goliardia di Marco Porcio Catone nel pronunciare “Carthago delenda est” in Senato.

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E mentre mi godo soddisfatta e appagata la giustissima e meritata ricompensa a tanto impegno, mi ritrovo sempre più spesso a pensare che forse bisognerebbe applicare questo criterio anche nelle relazioni.
Partendo con l’idea ben chiara di volere una pelliccia leopardata e quindi passando in rassegna l’offerta di pellicce leopardate che il mercato del fast-fashion ha da offrire, (perché non sono mica Paris Hilton, ho pur sempre un budget limitato).
Provo le mie pellicce e scelgo quella che credo mi piaccia di più. Ma poi mi chiedo: “Starà bene con il resto del mio guardaroba? Riuscirà ad inserirsi con la maggior parte dei miei vestiti?”. Ci posso pensare un po’ su, in fondo ho pur sempre 30 giorni di tempo per restituirla. Se e quando sono finalmente sicura, allora ok, benvenuta a casa mia adorata pelliccia, ti darò tutto quello di cui hai bisogno e tutto l’amore che una donna può dare ad una pelliccia leopardata.

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Non fa una piega, no?

In fondo con le persone non è tanto diverso. Tutti a quasi trent’anni dovremmo più o meno sapere cos’è che vorremmo da qualcun altro. Gli aspetti su cui non potremmo proprio sorvolare o chiudere un occhio (io ad esempio non potrei mai stare con un uomo che si fa i risvoltini o che ha votato per Salvini).
Facciamo quindi una grande scrematura iniziale perché ad occhio e croce sappiamo da chi potremmo essere attratti e chi invece ha ai nostri occhi lo stesso appeal di una busta di minestrone surgelato Orogel da 1kg.
(Ergo: se vogliamo una pelliccia leopardata, possiamo anche provare un cappotto teddy rosa in sconto, ma sappiamo già che non è ciò che stiamo cercando).
E poi c’è tutta la faccenda dei dettagli, che alla fine sono quelli a fare la differenza. L’abbottonatura, il doppio petto, il colore, la lunghezza, il pelo.
Sono i dettagli a farci innamorare di qualcuno o di una pelliccia leopardata nello specifico.
Ma come facciamo ad essere sicure di aver scelto la persona o la pelliccia giusta se prima non proviamo le altre o quanto meno diamo un’occhiata?
Bisogna correre il rischio oppure scegliere di rimanere con il dubbio di essersi accontentati?

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Senza dimenticare le conseguenti perplessità su quanto effettivamente quella persona si possa coniugare a tutti gli altri aspetti importanti della nostra vita. Come la pelliccia con il resto del nostro guardaroba.
Certo, nei rapporti purtroppo non abbiamo lo scontrino. Non possiamo fare il reso entro trenta giorni e tirare dritti per la nostra strada, fingendo che non sia successo nulla.

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Per questo è importante cercare bene, per questo è importante essere sempre chiari con gli altri ma soprattutto con se stessi e non perdere mai di vista ciò che si vuole e ciò che si si sta cercando.
Ha tutto senso, non fa una piega. Semplice come strisciare il bancomat alla cassa, no?
Allora mi chiedo: perché le cose non vanno mai come previsto?

No, non ho una risposta da tirare fuori da un cilindro magico, tanto meno dalla tasca della pelliccia leopardata perfetta riposta nel mio armadio. Dopotutto se l’avessi non sarei il casino ambulante che sono e con ogni probabilità avrei utilizzato la mia sagacia per un lavoro socialmente utile. Penso che un po’ in tutti gli ambiti della vita bisogna procedere a tentativi, senza seguire delle regole.
Quanti acquisti abbiamo sbagliato? Insomma, nell’armadio io ho capi con ancora il cartellino, come un tubino nero di H&M da sgualdrinella datato 2013 che ho voluto a tutti i costi e poi non ho mai trovato il coraggio di indossare.
Quanti rapporti abbiamo mandato a rotoli e in quanti abbiamo investito tempo, sentimenti ed energie inutilmente? Rapporti che sembrava ci calzassero a pennello, invece poi ci facevano difetto, ci ingrassavano, si sono rovinati dopo il primo lavaggio.

Ok, forse non ci si può emotivamente disfare di questi errori, ma si può comunque imparare.
Li si può usare come promemoria. Proprio come quando riguardiamo le foto delle medie o del liceo e pensiamo “ma come diavolo ero vestita?” o “perché nessuno mi ha impedito di tagliarmi la frangetta?” ma soprattutto “dov’era mia madre quando uscivo di casa con una Pinko Bag fucsia?”

 

3 pensieri su “La pelliccia leopardata perfetta

  1. lapoetessarossa ha detto:

    Cara Giulia, wordpress mi consiglia il tuo post. Forse mi legge nei ricordi e sa che, dopo averla provato in due diverse occasioni, ho lasciato da Zara un gran bel pellicciotto leopardato. Il desiderio maculato lo covo da anni, ne ho 44 e sono madre di una bambina di sei per la quale il “giaguarato” rappresenta la quintessenza del fashion. Mamma potresti fare la top model mi dice, quando guardo dall’alto del mio metro e cinquantacinque il suo metro e quindici e penso che vorrei per lei almeno altri 50 centimetri!
    Bando alle ciance il tuo post è esilarante e troppo vero. Si vede che hai lo sguardo arguto e un po’ felino 🙂
    Con i rapporti bisognerebbe imparare dai vestiti. Vestirsi bene vuol dire stare bene. Due capi si abbinano allora li indosso ma se con quella persona sto bene solo se vado al cinema, bene così, non ci andrò a teatro! Semplice. Togli il superfluo, se non quando è richiesto. Con la pelliccia leopardata non metti calzini zebrati e cappello peloso, che lo stile savana non è esattamente sponsorizzato da Vogue. Ma se quel giorno lì vuoi esagerare allora carica, ma carica come un ariete, cioè a farti male. E così quando trovi la persona giusta, sappi che comunque stonerà in qualcosa sempre. Anche il classico con portafoglio capiente non è sempre garanzia di indossabilità eterna. Le migliori pellicce di visione vanno rimesse a modello e la legge del vintage non vale per tutto!
    Però una cosa te la voglio dire, se per la moda c’è per tutti i gusti e tutte le tasche per i rapporti no, devi sempre pretendere il massimo, perché il valore non va mai fuori moda.
    E grazie perché mi hai fatto sorridere. Ciao.

    • giuliamiri ha detto:

      Non sai che piacere il tuo commento, grazie a te!
      Sono sempre contenta di leggere riflessioni altrui su un mio stesso pensiero e confrontarmi con nuove prospettive. Hai ragione, spesso con i vestiti siamo più attente a selezionare, non ci facciamo problemi ad abbandonare un capo solo perché un dettaglio (la scollatura, un bottone, la lunghezza) non ci va a genio.
      Con i rapporti a volte ci lasciamo un po’ abbindolare. Forse perché siamo testarde e ammettere la verità ci dà il senso di una qualche sconfitta, forse perché ci piace così tanto l’idea di come potrebbe caderci addosso quel rapporto da non voler guardare la realtà nuda e cruda davanti allo specchio. Non so.
      Sono contenta però di constatare come crescendo sto trovando il mio stile, difficilmente ora sbaglio un acquisto, so cosa mi piace e soprattutto so cosa non mi piace o non mi sta bene. E credo stia accadendo lo stesso in fatto di persone.

      Spero che tu possa ritrovare presto la pelliccia leopardata e possa comprarla! Così quando la tua bambina sarà una splendida (e spero altissima – ripongo anche io tutte le mie speranze in lei, dal mio metro e cinquantotto) ragazza potrà rubarla dal tuo armadio!
      A presto,

      Giulia

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