Uomini: alcune istruzioni per l’uso (II)

Possiamo tranquillamente affermare che chiunque abbia lanciato la massima “sfortunato in gioco fortunato in amore” era un perfetto pezzo di cretino. O comunque non aveva mai conosciuto una persona simile anche solo vagamente a me.
In questi quasi due anni – percepiti cinque – da single mi sono imbattuta nei peggiori esemplari di homo sapiens che la razza umana annovera nella sua specie e, erroneamente convinta che fosse soltanto un momento di passaggio, una specie di transizione obbligatoria, ho cominciato a catalogarli. Un po’ come i comodini sul sito dell’Ikea.
Una cosa è certa: se dovessi continuare su questa via, si prospettano secoli bui, oscuri, per l’umanità ma soprattutto per la sottoscritta. La cosa veramente esilarante – perché sì, uno dei miei innumerevoli talenti è quello di riuscire a trovare del comico in ogni sciagura che l’universo mi scaglia addosso – è che non sono io a scovare questi campioni di disagio.
Sono innocente, signori della giuria.
Ebbene, sono loro che inspiegabilmente trovano me.
È come se fossi un’irresistibile calamita per squilibrati mentali, per disagiati sociali, psicolabili e bipolari. Come se il mio profumo gridasse a gran voce “venghino signori, venghino”, come se sulla mia testa gravasse un’insegna con su scritto “Assistente sociale”.
Quindi, mentre sto seriamente ponderando circa una carriera da operatrice per il Telefono Amico, continuo ad arricchire questa fantastica collezione di casi umani e ve la dono, così, in modo totalmente gratuito, perché sono magnanima. E perché tra donne bisogna aiutarsi: alla fine, io imparo quasi più dagli errori delle mie amiche che dai miei.
Ovviamente so che lì fuori da qualche parte – a quanto pare molto molto lontano da casa mia e dalla mia latitudine – esistono anche persone prive di disturbi mentali. Persone che mi auspico di incontrare quanto prima, giusto per provare l’ebrezza della normalità una volta tanto, per cambiare.

1) IL GHOSTING-BOY: qualora non foste al passo con i tempi vi aggiorno sulle ultime tendenze in fatto di rottura. Dunque, a quanto pare una delle mode in voga è quella che gli americani hanno chiamato “ghosting” ovvero sparire di punto in bianco. Sì, esatto. State uscendo con qualcuno e poi un giorno costui si volatilizza senza nemmeno sforzarsi di dirvi un “ho bisogno di stare da solo in questo momento”? Si tratta di ghosting, signore.
Quello che io ho amorevolmente definito Ghosting-Boy – perché Miserabile Cafone mi sembrava poco international – è davvero difficile da riconoscere. Ma posso assicurare che dei segnali ci sono. Il Ghosting-Boy ama andare di fretta. Brucia le tappe. Vi cerca, vi scrive, ci prova subito con voi, magari vi lascia anche subito il numero di telefono. Non vede l’ora di uscire insieme, di baciarvi, portarvi a cena, amarvi, sposarvi e vivere per sempre in uno spot del Mulino Bianco con i vostri due bambini biondi – poco importa se voi siete castane e lui è moro, cosa può la genetica davanti all’amore?– che dopo il primo appuntamento potrebbero persino diventare tre.
Dopo il terzo appuntamento, dopo aver sciorinato l’intero repertorio di moine e svenevolezze ed aver apprezzato tutte quelle cose del vostro aspetto che a voi fanno rigorosamente cagare fortissimo (ATTENZIONE a frasi tipo: “Secondo me saresti molto più bella senza trucco” o “Non mi sono mai sentito così prima d’ora”), se intuisce che le sue perle degne di Fabio Volo non sono sufficienti per farvi abbassare le mutande, inizia a vacillare. I messaggi si fanno più sporadici, le risposte più vaghe e sfuggenti, finché puff. Un giorno costui uscirà dalla vostra vita con la stessa impetuosità con la quale ci è entrato.
In pratica il Ghosting-Boy è l’equivalente umano della carta: s’infiamma subito e arde in fretta, ma fondamentalmente non potreste mai farci un fuoco decente e tutto quello che rimane è cenere, tanto fumo e puzza. E voi vorreste essere depresse, anche solo vagamente tristi, ma non ci riuscirete perché purtroppo avete piena consapevolezza del fatto che è impossibile dispiacersi per qualcuno che ha più o meno la stessa utilità sociale di un paramecio.

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2) IL MASCHIO ALFA: se la sua vita fosse uno spot pubblicitario, sarebbe senza dubbio quello del rasoio con lo slogan “per l’uomo che non deve chiedere mai”.
Abituale frequentatore di bische, bar e discoteche trash, il maschio alfa sa fare unicamente due cose nella vita:
– allacciarsi le scarpe;
– parlare di tutte le donne che vanno a letto con lui (l’unica alternativa contemplata è la serie A).
Il luogo in cui si prodiga in discorsi di cotanta profondità, guardandosi bene dal risparmiare dettagli non richiesti ai suoi amici, è rigorosamente lo spogliatoio.
Probabilmente abituato a sentirsi dire pochi NO da piccolo, e a sua detta anche dalle donne, il Maschio Alfa non concepisce neanche lontanamente l’idea che voi possiate essere immuni al suo (discutibile) fascino. Ecco perché costui è solito approcciarsi con fare simpatico, palesando una nonchalance ed una sicurezza che andrebbero esaminati e rivisti con grande impegno. A quanto pare l’attività preferita del Maschio Alfa è quella di offrire caffè un po’ qui e un po’ lì, così giusto per avere il materiale necessario da cui attingere per i mirabolanti racconti con cui deliziare i compagni del calcetto del mercoledì sera. Respingere le avances del Maschio Alfa richiede una certa consapevolezza e preparazione psicologica al fatto che, comunque siano andate realmente le cose, per i suoi amici voi sarete delle fighe di legno che se la tirano. In ogni caso, pur non potendo avere la prova scientifica e tangibile, sono piuttosto sicura che sia di gran lunga meglio avere la fama di figa di legno anziché perdere preziosissimi minuti di vita a sorseggiare caffè davanti ad un esemplare simile.

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3) IL POLIGAMO: chi è che non ne ha conosciuto uno? Chi? Perché se ci sei amica, se esisti davvero, vogliamo tutte sapere come hai fatto a risparmiarti quest’inutile parentesi sentimentale.
Attenzione, contrariamente a quanto si possa credere, il Poligamo non è affatto un cretino totale. Il Poligamo è subdolo, il Poligamo sceglie con cura la sua preda, la osserva, la studia nel suo habitat, ne carpisce punti deboli e passioni, fa sue tutte queste preziose informazioni e poi parte all’attacco.
Il Poligamo sa bene come fare colpo, vi corteggia ma allo stesso tempo vi dà la sensazione che siate voi ad avere quello che Rachel di Friends chiamerebbe “il bastone del comando”. E invece.  Invece mentre voi siete intente a mettere in atto tutte quelle tattichette del cazzo che noi donne usiamo per fare colpo su un pezzo d’imbecille qualunque, lui vi ha già nella sua rete. Ma, come facilmente intuibile, il Poligamo pratica solo grandi pesche dunque non illudetevi neanche per sbaglio di essere le uniche a godere delle sue sporadiche attenzioni.
La scusa ufficiale solitamente è quella del “non sono pronto ad impegnarmi in una storia” vuoi perché non ha tempo, vuoi perché la sua ultima ex gli ha frantumato il cuore con la stessa energia che ora impiega per infilarsi in quante più mutande può.
Non tentate di far cambiare idea a qualcuno che di fatto non ha voglia di farlo. Non ascoltate quella vocina nella vostra testa che, mentre lui vi comunica forte e chiaro che intende continuare a vedere altre ragazze e che non se la sente di impegnarsi con voi, vi dice “tanto riuscirai a fargli cambiare idea, sarai così meravigliosa che finirà con l’innamorarsi di te” perché tanto non succede mai.
E poi perché  dovreste voler uscire con qualcuno che ha per voi la stessa considerazione che si può avere per una figurina dell’album Panini?
Si possono collezionare borse, dvd, francobolli, tazze, matite, calamite ma non le persone. L’unico sforzo fisico e mentale che potete fare verso costoro è aiutarli a trovarsi un hobby anche solo vagamente costruttivo.

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4) IL BIDONARO: in realtà pensavo si fossero estinti negli anni Novanta, quando il cellulare era ancora un lusso per pochi. Invece, grazie alla recente esperienza di una mia amica, ho scoperto che tali splendide, meravigliose creature tutt’oggi popolano queste terre, mietendo vittime copiose.
Non riesco a capire cosa spinga di preciso una persona a dare un appuntamento e poi a non presentarsi senza nemmeno avvertire. Se lo fa per distrazione è soltanto un cafone maleducato, se lo fa per divertimento è un miserabile senza speranze con una vita davvero noiosa ed infelice. Non esiste cosa più imperdonabile della maleducazione. Insomma, io mi agito e mi faccio venire la bile quando qualcuno visualizza un messaggio e non risponde o quando mi prende beatamente in giro dicendomi “scusa ho letto solo ora!” (*ndr: ma vi rendete conto vero che il buon whatsapp ci dice quando siete online e che non siamo tutti dei ritardati come voi?) non oso dunque immaginare cosa potrei creare se una persona qualunque avesse l’infelicissima idea di tirarmi un bidone.
I bidonari sono quindi degli individui che non meriterebbero di condividere con noi tutti neanche l’aria che respirano. Dovrebbero vivere in perenne isolamento o anche ghettizzati, così da poter avere davanti soltanto persone discutibili ed incivili come loro.
C’è poi una sottocategoria ben precisa: quella dei Perculatori DOP, ovvero coloro i quali si degnano sì di disdire un appuntamento, ma lo fanno con delle scuse assurde e poco plausibili.
I Perculatori DOP non sono dei semplici bugiardi, oh no! Sono quelle orrende persone che vi rifilano balle in continuazione senza preoccuparsi nemmeno un po’ di risultare anche solo lontanamente credibili. Il Perculatore DOP è quello che se avete un appuntamento per cena all’improvviso due ore prima vi chiama e disdice perché ha un parente in fin di vita. Quello che al telefono vi risponde tre giorni dopo perché “non ho avuto un secondo per guardare il cellulare”, il mitico che di sabato sera alle 22:30 vi dà la buonanotte e poi tre ore dopo carica i selfie in discoteca con la schiera di amici e le bottiglie di vodka Belvedere che fanno “ciao ciao” sullo sfondo.

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5) IL MUST-HAVE: premettiamo che sono sempre la prima ad aggiornarmi in fatto di tendenze e ad essermi ritrovata nell’armadio capi di cui poi mi sono liberata velocemente, infrangendo il muro del suono. Il Must-Have si riconosce perché è un tripudio di tutte tutte tutte le mode del momento, un esempio pratico e ambulante dei diktat popolani in voga. È quello che nel 2005 aveva le scarpe Paciotti 4us, nel 2007 i Carrera bianchi e i brillocchi alle orecchie, nel 2010 i Jeckerson colorati e che oggi sfoggia con un incomprensibile orgoglio:
– ciuffo ingellato (probabilmente col grasso di balena)
– folta barba liberamente ispirata dai jihadisti
– tatuaggi da boro sulle braccia
– risvoltino che scopre la caviglia,
– maglia lunga fin sotto il sedere
(una combo che fa sanguinare gli occhi ai ciechi, fatevelo dire).
Nei tristi giorni in cui la cera, la bava di lumaca o il cemento a presa rapida non siano di facile reperimento, immancabile è il cappello con la visiera.
Fondamentalmente non ho nulla contro costoro, sia perché non bisogna giudicare un libro dalla copertina, sia perché chi sono io per dire a qualcuno come dovrebbe vestirsi?
Tuttavia credo che vada bene adattarsi a delle mode passeggere e a futili modelli finché non si è abbastanza grandi e consapevoli della propria individualità. Personalmente mi piace chi riesce a dimostrare un briciolo di originalità nelle scelte che fa, incluse quelle in fatto di abbigliamento. E comunque nella maggior parte dei casi l’uomo Must-Have è un gran vanitoso, uno di quelli che si spara le pose appena esce dal barbiere, mentre è nel traffico o davanti allo specchio in palestra, con tanto di bicipite tatuato in mostra. Un meraviglioso esemplare di homo sapiens che sceglie consapevolmente di prendere parte allo scempio della lingua italiana abusando dell’espressione “TOP” per esprimere ammirazione e giubilo nei confronti di qualunque cosa.
E quindi ecco, se come me vi siete sempre immaginate con un Humphrey Bogart, un affascinante uomo in impermeabile e borsalino, capirete bene che il Must-Have è praticamente l’anatema dell’eleganza e della sensualità e che dunque soggetti del genere sono concessi e possono andar bene solo qualora sussista almeno una delle seguenti condizioni:
a) siete ubriache
b) lui è particolarmente simpatico
c) l’ultima volta che avete fatto sesso Giulio Cesare era ancora al potere.

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