Cose che piacciono a tutti e io odio

Se fossi nata e cresciuta in America sarei stata senza dubbio una di quelle studentesse del liceo un po’ sfigate e impopolari. Non solo per via dei miei fedeli occhiali, che mi accompagnano da ormai dieci anni, o della mia statura – e della mia inesistente coordinazione – che mi avrebbe di certo impedito di unirmi alle cheerleader di turno.

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Credo che a determinare il mio status sarebbe stata soprattutto la mia verve polemica, quella forza indomabile dentro di me che mi rende un’irreprensibile scassa palle di primissima categoria.
Di conseguenza, ho uno spirito di contraddizione che supera di gran lunga i canoni della sopportabilità. Non è colpa mia però: io ci provo a farmi andare bene le cose, a lasciar correre, a stare zitta di tanto in tanto, ma proprio non ci riesco. Quindi anche quando la totalità – o quasi – della popolazione terrestre esprime gioia e giubilo nei riguardi di qualcosa che a me personalmente fa schifo, non mi faccio troppi problemi ad esternarlo, risultando puntualmente irritante come una puntura di zanzara tigre.

Ma pensate che questo cruccio sia sufficiente a fermarmi?

Ovviamente no.

Dopo aver scoperto le gioie di Snapchat – e dovete togliermelo perché mi ci diverto come un’idiota – ed aver visto gli snap di CaraCori nei quali parlava delle categorie di persone che odiava di più, ho iniziato a pensarci su anche io. Ed essendo saltato fuori che praticamente odio non dico tutti ma quasi, mi sono concentrata un filino di più su tutte quelle cose che generalmente alla gente piacciono da impazzire mentre a me fanno veramente veramente schifo. Per riprendere il discorso impopolarità&spirito di contraddizione a livelli altissimi.

 

1# La carbonara

Cosa devo dirvi, disconoscetemi, cucitemi una A scarlatta sul petto, esiliatemi dal Bel Paese, ma a me la carbonara proprio non piace. Potrebbe dipendere dal fatto che l’uovo crudo mi fa accapponare la pelle e che l’odore del pecorino mi sia insopportabile? Chissà.
Non nascondo però di averla mangiata più di qualche volta, seppur a fatica, perché il karma ha pensato bene di farmi stare per più di tre anni con un individuo che sapeva cucinare praticamente soltanto la carbonara.
Mi dispiace ma non capirò mai l’entusiasmo di voi tutti per un piatto di carbonara e continuerò a difendere sempre e comunque la superiorità dei bucatini all’amatriciana.

2# Il calcio

Non è vero che odio il calcio perché sono donna, ho amiche appassionatissime e amici  a cui non importa una beata mazza di guardare undici omini prendere a calci un pallone. Il mio più che astio è un rifiuto. Provate a vivere voi sotto lo stesso tetto con due genitori tifosissimi, uno della Lazio e una della Roma, con conseguenti faide ad ogni derby. Per non parlare del fatto che, sin da quando sono nata, hanno tentato in tutti i modi di farmi essere l’elemento che facesse pendere finalmente l’ago della bilancia in favore dell’una o dell’altra squadra. Niente, ad un certo punto non ho retto più il pressing e me ne sono lavata le mani. (Per rigore di cronaca: da piccola ero della Roma, sono anche andata allo stadio qualche volta e se dovessi scegliere una squadra da tifare ovviamente tiferei Roma ancora oggi, ma non ditelo a mio padre, grazie!)

3# I bracciali di Pandora

Premetto che ne ho uno. Il modello rigido, che sembra un semplice bracciale, nel quale mi sono rifiutata e mi rifiuto categoricamente di mettere ciondoli.
Odio il fatto che tutte ce l’abbiano, ma soprattutto odio il fatto che tutte vogliano spacciarlo come un qualcosa di originale (ma dove?!) perché “ognuno racconta una storia diversa, questo racconta la mia storia“.
Certo.
La storia di come sei diventata tanto scema.

4# Il perizoma

Non credo di avere un sedere fuori dal comune, tutt’altro. Ho un normalissimo sedere, formato da due chiappe di dimensioni discrete. Quindi mi chiedo: perché buona parte delle mie amiche donne continua a sostenere di stare comoda con una striscia di stoffa tra le chiappe mentre io non riesco a portarlo nemmeno per dieci minuti consecutivi senza sentirmi una lottatrice di sumo e desiderare soltanto il familiare e avvolgente abbraccio di una mutanda 100% cotone?
Sogno un mondo senza perizomi, sto soltanto cercando preziosi alleati per iniziare una guerra contro questo strumento di tortura secondo soltanto al silk-épil.

#5 I libri di Baricco

Veniamo alle note dolenti e alle questioni meno futili. Non ho letto tutti i libri di Baricco per mia scelta, me ne sono bastati tre per trovarlo assolutamente insopportabile e per capire che, proprio come per la carbonara, rischio il linciaggio ogni volta che esprimo la mia opinione al riguardo.
Tralasciando la discutibilissima associazione Baricco-Scuola Holden (= scuola di scrittura della quale lui è proprietario insieme ad altri tre soci), discutibile perché non credo assolutamente si possa insegnare a scrivere altrimenti tutti potremmo essere dei grandi scrittori, è proprio Alessandro Baricco in quanto scrittore che non mi convince affatto.
Credo che sia molto abile nell’infiocchettare la vacuità più totale, mi sembra che di fatto si serva di un’estetica formale per “nascondere” un vuoto contenutistico abissale. Il che però è coerente non solo con il lettore medio di oggi, ma con l’individuo medio in generale.
Insomma, questo spiegherebbe il successo di scrittori come Baricco: ci basta anche solo la parvenza di spettacolarità, di diversità, per sentirci in pace con noi stessi e con ciò che ci circonda. Ci accontentiamo di qualcosa che resta in superficie, che galleggia. Perché andare a fondo, immergersi nelle cose, nei contenuti è più difficile, più spaventoso ma anche più gratificante perché appunto lascia qualche cosa di più.
Personalmente mi trovo d’accordo con Giulio Ferroni quando di Baricco dice:”Baricco misura il suo contatto con il lettore, cercato sempre nei termini più disinvolti, sempre con una manata sulle spalle, come strizzandogli l’occhio, facendogli capire che si è tra gente con cui ci si capisce, che si condividono abitudini quotidiane, che si vive sull’onda di un compartecipe movimento del mondo, da cui sembra esclusa ogni contraddizione e ogni vera conflittualità.

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