La delicata arte del cuccaggio estivo

Come ogni anno è all’incirca arrivata l’estate, sebbene le condizioni meteorologiche si stiano dimostrando piuttosto confuse al riguardo, un po’ come quando Joey Potter si divideva tra Dawson e Pacey (per caso si vede che ridanno Dawson’s Creek su La5?).
Contrariamente a quanto faccio di solito però quest’anno ancora non ho prenotato nessuna vacanza, complice senza dubbio l’annoso problema dell’avere una netta preponderanza di amiche accoppiate pronte per una breve fuga d’amore estiva.
Eppure, proprio qualche giorno fa, ho sentito un mio coetaneo consigliare appassionatamente ad un suo amico di sbrigarsi a mollare il fidanzato perché, si sa, “d’estate bisogna sempre essere single, di qualsiasi orientamento sessuale tu sia“.
Dunque passano gli anni, cambiano le mode, cambiano anche le destinazioni (vogliamo parlare dell’exploit di Gallipoli negli ultimi anni?) ma lo sport da spiaggia preferito, signori e signore, non cambia: il rimorchio selvaggio.
Questa sottile e delicata arte che si tramanda nei secoli dei secoli, della quale sento di non avere conoscenza alcuna, resta insomma l’attività principalmente praticata sulle riviere internazionali.
Per quanto mi riguarda sono totalmente estranea alle sue linee guida, come possono testimoniare le poche persone amiche che hanno avuto l’immensa fortuna di condividere una vacanza con me.
Io non so rimorchiare né flirtare nella maniera più assoluta.
So fare tante cose sì, chiedetemi di fare benzina, sintonizzare un decoder, configurare un adsl, anche di usare un trapano, ma non chiedetemi mai mai mai consigli su come rimorchiare.
Non lo so fare e soprattutto non conosco mezze misure, le uniche due modalità sulle quali riesco a sintonizzarmi in quelle situazioni sono Giulia Scema e Giulia Stupratrice Seriale.
Nel caso di Giulia Scema non c’è molto da dire: di solito mi succede quando subisco particolarmente il fascino di un esemplare di maschio adulto – tatuaggi, capelli ricci, denti perfetti, camicie di jeans e giubbotti di pelle sono gli elementi che contribuiscono in modo notevole al cortocircuito delle mie sinapsi – e tutto quello che riesco a fare è sorridere con l’aria intelligente di Karen Smith, continuando a sorseggiare il mio drink.

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Se i drink poi diventano più di un paio – non so nemmeno reggere l’acool se è per questo – e capto anche solo vagamente che l’esemplare di maschio adulto sopracitato ci sta, allora mi trasformo in Giulia Stupratrice Seriale, quella del “tesoro, non mi importa cosa tu stia dicendo, tanto ho smesso di ascoltarti dieci minuti fa“, quella che da Ugly Betty si sente improvvisamente Beyoncée, pur non avendo nella maniera più assoluta elementi concreti per sentircisi.

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Proprio in questi momenti infatti paleso tutta la mia simpatia – perché quando sei stata abituata per anni ad essere amica di ragazze super bone ormai hai imparato a puntare tutto sulla simpatia! –
Peccato che un buon 95% degli uomini non siano minimamente in grado di afferrare e cogliere il mio sfrontato sense of humor, quindi frasi tipo “sai, pensavo che i nostri figli sarebbero davvero bellissimi!” o “da quando ci siamo conosciuti desidero moltissimo toccarti i capelli, posso?” non hanno proprio l’effetto desiderato.
MA NON IMPORTA!
Perché va detto che, purtroppo o per sfortuna, essendo noi donne e portatrici sane di Vagina, i maschietti a caccia non badano molto a ciò che diciamo, anzi.
La verità è che l’attrazione non conosce leggi, altrimenti potremmo spiegarci perché spesso e volentieri ci lasciamo catturare da persone che razionalmente non guarderemmo nemmeno.
Invece sono piuttosto convinta esista una massiccia dose di razionalità alla base dell’innamoramento e che la strada per il cuore di qualcuno passi per le orecchie. Come scrive Isabel Allende “per le donne, il migliore afrodisiaco sono le parole. Il punto G sta nell’udito, chi cerca più in basso sta perdendo il suo tempo” e stranamente sono quasi sicura possa valere anche per alcuni uomini degni d’essere definiti tali.
Ma questa, miei inarrestabili Latin Lover, è un’altra storia.

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