Un’altra impresa titanica da donne

Prima o poi, se sei una donna e l’impianto giù nei piani bassi – quello sotto l’ombelico, per intenderci – funziona a dovere, arriva nella vita un momento fatidico.
Una specie di crudele iniziazione a non so esattamente cosa, una prova degna delle dodici fatiche di Ercole o delle trappole escogitate dai professori di Hogwarts per proteggere la Pietra Filosofale.
E non mi sto riferendo all’infausto giorno in cui una fanciulla decide di addentrarsi nel mondo dei Tampax, anche se effettivamente pure quello non è affare da poco, specie se siete goffe e ridicole come la qui presente.
No, sto parlando di un’altra prima volta, sto parlando della prima volta in cui una giovane donna acquista un test di gravidanza.
Perché tutte prima o poi ci troviamo a stringere le chiappe non scorgendo la consueta mutanda chiazzata, non vedendo il tanto odiato ma rassicurante fiume di porpora. E siamo lì, che contiamo i giorni di ritardo, che ci improvvisiamo ricercatori Istat cercando di fare una stima precisa delle probabilità di essere rimaste incinte, divorate dall’ansia – che, tra parentesi, non aiuta affatto, anzi!
Così cosa fare per stare tranquille e togliere ogni possibilità di dubbio?
Si compra un test di gravidanza, of course.
E, tralasciando il carico di ansie e responsabilità che improvvisamente il mondo ti lancia addosso, tipo i massi che colpivano Willy Coyote, vorrei spendere due parole su che razza di tortura cinese sia acquistare un test di gravidanza per noi giovani puellae.
Al supermercato, SE ci sono, sono schiaffati in quell’anfratto orribile, quello vicino ai preservativi, gli anelli vibranti e i lubrificanti, quello dove ci si avvicina di soppiatto, guardandosi intorno con aria circospetta e pregando di non incontrare nessun volto conosciuto, pronti a schizzare via non appena si scorge qualcuno a meno di 50 metri. Già trovo discutibile collocarli lì, a mo’ di ammonimento: “Cosa preferisci? Comprare dei preservativi e stare sicura o rischiare di tornare qui per scoprire se nella pancia hai un potenziale marmocchio o solo le fettuccine al ragù del pranzo?
In farmacia invece mi è capitato di vederli nello scaffale accanto a ciucci, biberon e altri accessori per bebè. Certo.
Se già prima prevaleva il desiderio di piangere, invocando il dio Ciclo di scatenare la consueta scena del crimine tra le cosce, dopo aver scorto l’ultimo modello di tiralatte sfido chiunque a non impiccarsi con una fune di Lines Seta Ultra annodati.
Per non parlare della gente. Che guarda.
Ma noi siamo lì che vi fissiamo mentre comprate la crema per le emorroidi o il vostro clistere mensile, per caso?
Io già mi faccio venire l’ansia quando il cameriere aspetta la mia ordinazione, mi sento sotto pressione e puntualmente  scelgo qualcosa che mi farà cagare, figuriamoci come potrei destreggiarmi tra ClearBlue, Confidelle, Cyclotest e affini se percepisco gli sguardi curiosi degli altri clienti.
Comunque, quando si supera tutto questo, arriva la parte più difficile. Ovvero quella di fare effettivamente il test. Il che non è difficile di per sé, si tratta solo di fare pipì su un bastoncino, non ci vuole una laurea.
Solo che in quei tre minuti sei lì che pensi a come cambierebbe la tua vita SE, a cosa vorresti e dovresti fare SE, a quanta paura hai anche se sai che sei stata attenta e hai preso tutte le precauzioni necessarie per evitare di.
Poi tutto va liscio, tiri il più bel respiro di sollievo della vita e ti preoccupi solo di dove buttare quell’oggetto incriminato, neanche fosse un’arma del delitto, dicendoti: “Lo sapevo che non ero incinta, lo sapevo! Ci ho pure speso 14 euro!

[momento serietà:] Se invece per caso capitate di qui googlando “test di gravidanza positivo” e non sapete cosa fare, magari siete anche molto giovani, lasciatevi aiutare da qualcuno. PARLATENE con la vostra famiglia, con un ginecologo al consultorio a voi più vicino, con chi volete, ma non abbiate paura. Gli incidenti capitano, ma fortunatamente si può sempre trovare una soluzione. E se invece l’avete scampata bella, ma siete delle pazze che amano il brivido e non usano nessun tipo di anticoncezionale, datevi un sonoro ceffone in faccia e poi filate a comprare una scatola di preservativi! Che quelli non sono mai soldi sprecati.

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