Uomini: alcune istruzioni per l’uso

Negli ultimi dieci anni ho sempre avuto la convinzione che se non fossi così pigra e fossi la figlia ereditiera di un miliardario, avrei potuto scrivere una serie tv sulla mia vita sentimentale. Una sit com di quelle con gli episodi brevi e con le risate di sottofondo, proprio per sottolinearne l’aspetto demenziale e la vena tragicomica.
Ah, la mia vita è un pendolo che oscilla continuamente tra l’assurdo e l’esilarante!
Sicuramente un po’ ci metto del mio, ma d’altra parte credo di non essere proprio benvoluta dalla Dea Bendata, ecco. Diciamo che non sono proprio il tipo di persona a cui capitano quelle botte di culo colossali, una di quelle donzelle a cui va sempre tutto liscio. Negli incontri meno che mai.
Ecco perché, non potendo girare la mia serie tv e dispensare insegnamenti a quella fetta di popolazione femminile che non è nata sotto una buona stella, ho deciso di abbozzare una pratica e breve guida per districarvi tra alcuni degli orribili esemplari nei quali la vita, l’universo, il karma potrebbero farvi imbattere. Perché se come me appartenete a quella categoria,  è sempre meglio essere preparate. Se invece siete dell’altra categoria, la categoria delle sculate che ce l’hanno fatta alla prima botta, che dopo il primo appuntamento hanno capito di avere di fronte l’uomo della vita, che non hanno mai avuto pessimi appuntamenti con pessimi soggetti, che si sono sempre innamorate e sono state ricambiate… beh allora andate a fare in culo!

  1. IL DON: è profondamente religioso. Sì, crede tantissimo in Dio, conosce tutte le festività sacre e le chiama con il nome giusto (non come te che ti ostini a non capire perché Pasqua non cade un giorno fisso come il Natale o che non hai la più pallida idea di cosa sia il mercoledì delle ceneri) e ti guarda tra il divertito e l’impietosito quando dai voce alle tue perplessità circa l’esistenza effettiva di una qualche divinità superiore o sulla vita dopo la morte. Nella migliore delle ipotesi costui non vi sfiorirà mai neanche con un dito fino al matrimonio e porterà i vostri figli in chiesa tutte le domeniche. Nella peggiore vi mollerà per entrare in seminario, ringraziandovi tuttavia per avergli aperto gli occhi ed aver illuminato di luce nuova il suo cammino.
  2. IL PREMUROSO: cosa potrà mai avere che non va? Cosa può esserci di fastidioso o sbagliato in qualcuno che ti riempie di fiori, regali, biglietti d’amore e rime baciate che decantano la sua ammirazione per te? Se vi piace il genere, nulla. Solo potrebbe risultare un po’ soffocante presentarsi a casa tua in pieno pomeriggio, con genitori presenti, per recapitarti mazzi di rose più alti di tutti voi. Sono giustificati moti di paura mista a panico alla proposta di farti conoscere madre, padre, sorella, nonna, amico della nonna, giardiniere, cane, barbiere di fiducia e panettiere sotto casa dopo appena due settimane di frequentazione. La sua specialità sono i nomignoli affettuosi: principessa, pasticcino, topina, piccolina, amorino e, per i più international, my love.
  3. L’ANTICONFORMISTA: insomma quello che deve sempre fare tutto controcorrente, quello che si deve distinguere in qualsiasi cosa e in qualsiasi situazione. Non ti porterà mai a bere un caffè al primo appuntamento, ma che banalità! No, lui è più tipo da passeggiata nel cimitero. E se tu, comune plebea, sogni di andare a cena fuori o a bere un bicchiere di vino, costui ti regalerà memorabili serate in locali dove si mangiano cibi ricavati dalla cortecce degli alberi, su terrazze di palazzi popolari con -2°, nei corridoi bui di un garage abbandonato a discutere su quante probabilità ci siano di rinascere, in una prossima vita, sotto forma di tartaruga marina.
    Abbandona l’idea di vederlo con una mise diversa da jeans sdruciti+felpa di due taglie più grandi, a meno che il soggetto in questione non sia un fan del vintage e dunque trovi appropriato uscire di casa con improbabili occhialetti rotondi tartarugati, baffi e polacchine da vero hipster.
    Se siete così coraggiose da concedere a costoro più di un appuntamento fatemi sapere cosa succede, io dopo il cimitero ho sentito di non farcela e ho abbandonato la scena in pieno stile Tina Cipollari “no Maria, io esco“.
  4. IL PROBLEMATICO: conosciuto anche come il vorrei-ma-non-posso. Lui vorrebbe invitarti a cena, chiamarti, scriverti un messaggio, stare con te. Ma c’è sempre qualcosa che glielo impedisce: ora un impegno di lavoro imprevisto, ora una partita di calcetto con gli amici, ora la madre che si è rotta un’anca, ora il cane che poverino non può mica restare solo a casa. Ed è perfettamente inutile che tenti di andargli incontro, di rendergli il tutto più semplice mostrandoti disponibile. Qualsiasi cosa dirai o farai “tu non puoi capire“. Costui non vuole nel modo più assoluto essere aiutato, quindi risparmiate tempo ed energie. Fondamentalmente la sua utilità sociale è pari a zero, non sa fare nulla se non rendere complicate anche le cose più semplici ed elementari. Da evitare come il vaiolo.
  5. IL TRAUMATIZZATO: sì, esatto signore e signori. So già che avete già capito di che razza di piaga sociale, feccia dell’umanità stiamo parlando. Tutte ne abbiamo collezionato almeno uno, perché i traumatizzati sono come un paio di Nike.
    E’ rimasto inspiegabilmente turbato dalla sua ultima storia, una vera tragedia a sentir lui, nonostante – buffa la vita!– sia stato proprio lui a mollare la poveraccia che ha avuto l’infelice idea di prenderselo prima di te. Traumatizzato. La sua ex era un mostro, gli ha reso la vita un inferno, non lo lasciava vivere, era gelosa oltre ogni misura – roba che l’Orlando furioso in confronto era un agnellino-  e possessiva al limite della legalità e ora lui trema all’idea di riprovare ad avere una relazione. Ma allo stesso tempo ti martella come uno dei sette nani con la miniera. Perché vuole vederti, vuole uscire con te, vuole fare cose e progetti che poi però si guarda bene dal mettere in atto perché “scusa, non ce la faccio, le ombre del mio passato mi bloccano“.
    Fuggite. Fuggite a gambe levate.
  6. IL MASCHILISTA: a tutte le donne piace un uomo che sappia tener loro testa. Se poi siete delle invincibili stracciapalle come chi scrive, è un requisito praticamente indispensabile per la sopravvivenza della coppia. Ma molti uomini, e purtroppo anche molte donne, confondono questo con la possessività maniacale e sessista. Il maschilista ti racconta con quante tipe è andato felicemente a letto, che si tratti di un numero ad una o più cifre, ti chiede fiducia e reclama giustamente i propri spazi. Se però sei tu a fare qualche cenno sulle tue esperienze passate eccolo che storce il naso, se vai a ballare con le tue amiche single – che ovviamente reputa tutte cagne – “occhio, che quelle vogliono rimorchiare“, se hai degli amici maschi, beh scordateli perché per lui è fantascienza pura.
    Indispensabile, per il maschilista, conoscere il numero dei tuoi partner sessuali precedenti: se siamo sopra il 10 la cosa non può funzionare perché tu sei troppo troia per essere presentata a mamma e papà. Categoria abominevole inammissibile nel 2016.

 

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