365 – trecentosessantacinque

Beh sì, quindi eccoci qui signori e signore tutti intenti a fare spietati bilanci, a tirare le somme, ad improvvisarci grandi matematici per decidere se questo 2015 abbia effettivamente portato qualcosa di buono e si possa salvare o se lanciarlo dritto dritto, senza pietà alcuna, nel cestino dell’umido.
Manco in quello del vetro o del cartone, no, lì dove non si salva né si ricicla nulla.
Personalmente ho già fatto da tempo una specie di summa del 2015, con inclusa una sorta di invocazione karmica affinché il 2016 mi faccia splendere di nuova luce, mi renda infinitamente più (più bella, più intelligente, più buona, più coraggiosa, più magra, più alta – ah no, ormai sono fuori tempo massimo per questo! – ) e che polverizzi ogni forma di organismo pluricellulare dotato di gene TDC  – sì, la sigla sta proprio per Testa Di Cazzo – che capiti sulla mia strada perché sinceramente quest’anno sento di aver dato abbastanza anche nella rubrica “persone che avresti potuto non conoscere e invece”.
Ma voglio concentrarmi sul quadro e non sul dettaglio.
Non fraintendiamoci, ci sono stati dettagli esilaranti e tragicomici, ma è sempre il quadro quello che conta, credo.
Se fossi Bridget Jones sulla mia pagina di diario ci sarebbe scritto qualcosa tipo:
numero di fidanzati persi: 1
numero di viaggi terapeutici effettuati: 3
numero di chili persi: tanti (ma prontamente ritrovati!)
numero di liti: migliaia
numero di cocktail bevuti con amiche preziose: almeno un centinaio
numero di abbordaggi da parte di uomini già felicemente fidanzati: 1
numero di test di gravidanza acquistati così, per non farci mancare nulla: 1
numero di esami sostenuti: 7
numero di tesi scritte: 1 (più o meno)
numero di macchine acquistate: 1

Quindi, nonostante l’abbia odiato, insultato, me ne sia lamentata in ogni modo e circostanza possibili, questo 2015 non è stato poi così disastroso.
Forse difficile, senza dubbio, ma avevo ragione quando a febbraio mi dicevo “Ok, quest’anno è iniziato malissimo. Dunque ora non potrà far altro che migliorare”.
Ed è quello che poi è successo. Si è risollevato e anche di parecchio. Sono stati 365 giorni incredibilmente veloci, ma allo stesso tempo non riesco a non sorprendermi che tutto questo sia capitato in soli 365 giorni, quando a me sembrano essere stati almeno il doppio. Sarà che ho dormito poco, sarà che alcuni momenti li ho vissuti tipo in apnea, senza riprendere fiato per paura di perdere l’istante.
Il fatto è che per una sola cosa che ho perso ne ho trovate molte di più. Ho trovato persone, posti, luoghi, passioni, idee, progetti, giorni e notti. Ho trovato pomeriggi di tè bollenti e biscotti, di programmi televisivi scadenti accoccolata a chi sapeva di non dover fare domande, telefonate lunghissime, aperitivi e colazioni, shopping da Ikea.
Ho trovato cose e persone che credevo di aver perso per strada, inclusa me stessa. Per poi arrivare a guardarmi allo specchio, un giorno, e riconoscermi. Finalmente eccomi, finalmente io, finalmente quegli occhi giganti da personaggio animato di Tim Burton si sono riconosciuti. Finalmente quella persona ero di nuovo io, con qualcosa in più. Paradossalmente, proprio in uno di quei rarissimi momenti in cui sono riuscita a lasciarmi andare, in cui sono riuscita a saltare nel vuoto senza farmi domande sul dopo, senza programmare nulla, quello è stato il momento in cui mi sono riconosciuta.
Ero persa ed ero così impegnata a cercarmi disperatamente da non rendermi conto che lo facevo nel modo sbagliato. Poi quando ho smesso di farlo, di cercare, mi sono ritrovata e finalmente, dopo tanto, mi sono riconosciuta.
E credo che questo sia un ottimo presupposto per cominciare un anno nuovo. Senza però dimenticare tutto ciò che ho imparato in questo difficile ed estenuante 2015.
Ma io raramente dimentico. Ho un angolino, nella mia testa, che mi immagino un po’ come una bacheca, in cui appendo migliaia di liste di migliaia di cose che non voglio dimenticare. Quindi stavo pensando che da domani su quella bacheca potrebbe esserci una nuova lista, quella delle cose che non voglio dimenticare, incluse le esperienze un po’ così, un po’ una merda, perché credo che gli errori siano le fondamenta migliori sulle quali costruire. Ecco, questo è l’augurio per me stessa e per chi amo: costruire qualcosa di straordinario, costruirlo su quegli errori che a volte fatichiamo tanto ad accettare.

NOTA PER TE STESSA – COSE DA NON DIMENTICARE DEL 2015:

1. Sei più forte di quanto non sembri e di quanto non sai
2. A volte piangi, ebbene sì, stai ancora imparando ad accettarlo
3. L’abbraccio di un’Amica di lunga data che credevi di aver perso
4. La felicità mentre guardi il tramonto su un grattacielo di Francoforte
5. Bere caffè italiano ad Heidelberg la mattina con le Amiche di una vita
6. Un nuovo primo bacio
7. I fiori e i cornetti a domicilio di Ambra
8. Cucinare per i tuoi amici mentre bevete del vino (ed accorgersi con sommo disappunto di essere già ubriaca mentre servi il primo)
9. Le note audio di venticinque minuti Germania-Italia
10. Prenotare le vacanze
11. Andare al cinema
12. La quinta tequila potrebbe essere un errore
13. Trastevere in piena estate con il cinema all’aperto e un cartone della pizza sulle gambe
14. Lo sguardo della persona con cui hai appena fatto pace
15. Mary che cucina i pancake per te
16. I consigli di Micol l’inguaribile romantica
17. Le amiche che si laureano e ti abbracciano dicendoti “grazie”
18. Scrivere i biglietti per i regali di chi ami
19. Mangiare gli gnocchi al sugo nella cucina di nonna
20. Scrivere ti fa stare bene come nient’altro a questo mondo

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