2016: solo grandi gioie

Natale è praticamente alle porte, io non ho fatto uno straccio di regalo e non intendo farne perché non ho tempo  (e non ho tempo perché DEVO SCRIVERE LA TESI, DEVO SOLO SCRIVERE LA TESI!), ma in compenso ho già iniziato a tirare un po’ le somme di questi 342 giorni.
Come già detto a metà anno , questo 2015 non ha fatto altro che ricordarmi un ragazzino al quale i professori ripetono di continuo “hai il potenziale ma non ti applichi abbastanza”.
È proprio così, carissimo 2015.
Non ti sei applicato proprio per niente in questi dodici mesi.
Potevi fare grandi cose e invece . E invece hai deciso di rendermi la vita difficile, per quale motivo poi? Il karma? Per mettermi alla prova? Puro sadismo?
In ogni caso, tre cose sono certe:

  • dopo le oscenità che mi hai buttato addosso nei primi mesi, dovrei aver acquistato tantissimi buoni karma spendibili in botte di culo clamorose nel 2016;
  • se sono sopravvissuta alla combo  disfatta amorosa + sessione d’esami + gastrite diciamo che hai testato a sufficienza la mia soglia di resistenza psicofisica e puoi anche lasciarmi vivere serena per un po’ (non dico per sempre, almeno per un po’!)
  • gli anni dispari non sono mai stati per me un carnevale di Rio, quindi teoricamente il 2016 dovrebbe andare una bomba.

Dunque se dovessi riassumere questo 2015 in una parola – e non parolaccia, badate bene – probabilmente sceglierei «inevitabile».
Sì, perché, scherzi a parte, non è che può sempre andare tutto bene nella vita, anzi. E il fatto che a dirlo sia proprio io, la persona più intollerante al malessere e al dolore, significa. Significa che quest’anno mi serviva. Che ogni giorno di ogni mese, anche quelli in cui alzarsi dal letto sembrava impossibile e mangiare pareva impensabile, sono stati indispensabili per rendermi conto di quanto posso fare e quanto lontano posso andare da sola. Ho scoperto che a volte le persone che ti sono vicine, persone a cui vuoi anche molto bene, possono rallentarti e non è giusto.
Perché mai dovrei camminare veloce se sono perfettamente in grado di correre? Ma la verità è che noi non siamo consapevoli di poter correre finché non proviamo a farlo e per farlo, mi dispiace, ma è necessario essere sole.
Dopo anni di camminate paciose e tranquille, dopo anni di momenti altalenanti ma tutto sommato felici, era inevitabile un po’ di dolore. Era inevitabile, appunto.
Odio il dolore, è ovvio, odio l’idea di star male o di permettere a qualcuno di farmene, ma credo che il dolore serva a qualcosa. Forse a ricordare gli errori commessi, forse per riconoscere i propri sbagli, forse perché senza smetteremmo di migliorarci e di cercare chi ci fa stare bene senza un ma.
Senza il dolore non impareremmo mai, resteremmo sempre fermi e continueremmo a fare sempre gli stessi errori.
Io invece voglio andare avanti, nonostante la paura. Voglio andare avanti e voglio anche sforzarmi di essere coraggiosa, perché non voglio più rintanarmi in un vile desiderio di tranquillità. Ho ventiquattro anni e sono troppi pochi per tagliar fuori il resto del mondo solo per proteggermi. Ho ventiquattro anni e sono troppi pochi per scegliere di non scegliere, per avere paura di prendere una decisione, anche sbagliata.

Quindi i miei buoni propositi per questo 2016, a parte laurearmi con il massimo dei voti, sono:

  • fare tantissimi sbagli, tutti nuovi di zecca
  • essere schifosamente felice
  • evitare di gravitare a lungo nell’orbita della disoccupazione

Alla fine non chiedo molto, no?

2 pensieri su “2016: solo grandi gioie

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