Pasque senza

Non sono mai andata pazza per Pasqua.
Ok, diciamo che non mi è proprio mai piaciuta, a onor del vero. L’avverto come una festa vuota, piena di mancanze, specie negli ultimi anni. Io la sento proprio che aleggia nell’aria questa sensazione e secondo me tutti in realtà la percepiscono, ma tutti decidiamo, per diversi motivi, di ignorarla. Però c’è. Qualcosa manca. Qualcuno.
Pasqua è una festività triste. E non venitemi a dire che è come il Natale che mi arrabbio. Voglio dire, dove sono i maglioni con le renne? Le lucine? L’entusiasmo per qualcosa sta finendo e per un’altra nuova di zecca che sta per cominciare? E i buoni propositi?
A Pasqua ci sono solo fottute uova e fottuti conigli ovunque. Perciò mi sveglio e penso che quando ancora non c’era questo senso di gravità e claustrofobia a farmi desiderare di sprofondare di nuovo nel letto, avvolta dalle coperte, per risvegliarmi direttamente il martedì successivo, mi alzavo di gran corsa e andavo dai miei che erano già a fare colazione. Scartavo le uova – e le mangiavo, ovvio – per poi chiamare i miei nonni e raccontargli cosa ci avevo trovato dentro, salutandoli con quella bella promessa del “tanto ci vediamo dopo”.
Oggi invece, con gli occhi ancora appiccicosi di sonno, con le solite pieghe del cuscino che mi segnano il viso al mattino, ho sentito il rumore delle gocce di pioggia contro i vetri della finestra. Perché anche il tempo oggi non ha voglia di impegnarsi più di tanto.
Mi sono alzata e ho fatto quello che più mi fa stare meglio in questi momenti: ho impiastricciato in cucina. Quell’angolo di casa dove ogni pensiero, ogni nuvola che danza felice, ben avvinghiata ai miei capelli, si fa leggero. Tante goccioline che, per un po’, scivolano altrove. Pausa. Tutto quello che conta sono le mie mani e gli odori. Panna, fragole, mascarpone.
Passerà mai questa incompletezza che soffoca la giornata? Io non ci credo. Manca sempre qualcosa a Pasqua. Che sia il latte per inzuppare i pavesini, che sia il sole, che sia la mia voglia di sorridere, che sia la persona che se n’é andata tempo fa proprio in questi giorni, che sia la convinzione con la quale stavi andando a dormire da giorni. Qualcosa manca sempre a Pasqua e che palle.

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