Ingorghi di p a r o l e.

Ok, le poche persone che ogni tanto cliccando capitano su questo blog lo fanno con l’intento di trovarci una ricetta, la foto di un piatto, qualcosa del genere. La verità però è che il giorno in cui ho deciso di dare vita a questo qualsiasi-cosa-sia, ho avuto l’accortezza di creare una categoria per le parole. Non per altro, ma perchè nella mia vita ho sempre avuto bisogno di ritagliare uno spazio per le parole. Non necessariamente le mie, è vero, però a ventidue anni inizio a sentire sempre più il desiderio di non ritrovarmi nelle parole altrui ma di usare le mie e basta. Per capirmi, per fare chiarezza, per tirare fuori le cose. Quelle buone, ma soprattutto quelle cattive. E ognuno ha i propri metodi per tirare fuori il letame che ha dentro, magari per trasformarlo in qualcos’altro. Lo diceva pure De Andrè che dalla merda nascono i fiori. Lui lo diceva in modo poetico, io con la mia delicatezza da elefante, lui era poeta, io boh, non sono né poeta né niente.
Oggi non ci sono ricette qui, ci sarà solo questa sfilza di parole dovute a pensieri ingombranti. E’ che riflettevo sulla forza dei sogni, su come sia possibile che un qualcosa esistente solo nella propria testa possa spingere una persona a fare determinate scelte. Come possa guidare un’intera esistenza. Come se il corpo fosse solo una nave e nel cervello ci fosse questo strano ometto al timone.
E cerca di superare tempeste, ammitinamenti o improvvise deviazioni per poter arrivare finalmente in quel porto. Quello e soltanto quello, perchè io credo che ad ognuno spetti il suo. I sogni sono troppo grandi, troppo imponenti e decisivi per poter stare nei cassetti. Nei cassetti io ci tengo i calzini, niente di troppo valore. Un sogno è troppo ingombrante per un cassetto, anzi quasi potrebbe essere lui a metterci me.
Per ora si limita a farmi navigare in acque piuttosto tranquille e io a volte mi chiedo se lui conosca la destinazione, se sa dove mi sta portando, perchè io non ne ho idea e la cosa spesso mi turba. Soffro la più banale delle paure: la paura dell’ignoto.
Ma quando sei abituata a programmare ogni attimo della tua vita, il non sapere cosa ci sarà in un domani indefinito è tremendo.
Così mi sforzo di immaginarlo, il che accresce la paura di avere aspettative troppo alte. Bisognerebbe volare basso per non rischiare di farsi male ad un’eventuale caduta? Come si fa a volare basso? E se si deve volare basso non è meglio restare proprio con i piedi per terra? Qui tra volare e navigare, prima o poi qualcuno non darà di stomaco? E soprattutto, dove mi guidi, ometto nel mio cervello?

2 pensieri su “Ingorghi di p a r o l e.

  1. Alessia ha detto:

    Ciao Giulia 🙂 bello questo post, al pari delle tue buonissime ricette! 🙂
    Mi piace leggere pensieri di mie “coetanee” (abbbiamo sono 3 anni di differenza 😉 , mi piace leggerli perchè mi ci rivedo e cerco sempre di confrontare le mie perplessità, le mie “paure” e tutto il resto, con il mondo lì fuori. I sogni….hai ragione, non devono essere chiusi nei cassetti, nei cassetti ci si chiudono altre cose! in un cassetto possiamo metterci il passato, così sta buono buono lì, senza disturbarci, poi sta a noi aprirlo e “affrontare” i mostri del passato. Ma il futuro, i sogni, devono essere liberi di volare in alto….Tu scrvi: “Bisognerebbe volare basso per non rischiare di farsi male ad un’eventuale caduta? Come si fa a volare basso?”…Io rispondo :siamo giovani, voliamo alto! Se cadiamo, ci facciamo male, ma abbiamo tanta forza di rialzarci, tanta forza di provarci ancora, perchè,lo sappiamo, la testardaggine è tipica della nostra giovane età. Io personalmente cerco sempre di volare il più alto possibile! Sono caduta, ho avuto i miei momenti di sconforto…ma ora ho un nuovo sogno che mi guida ogni giorno, e finchè c’è, io lo porto avanti! Volere è potere…sempre! Con tutte le difficoltà, se l’obbiettivo è bello che chiaro, non ci resta che camminare a piccoli passi e raggiugerlo! 🙂
    Buona serata! 🙂

    • giuliamiri ha detto:

      Ciao Alessia, è bello confrontarsi con qualcuno e scoprire che certe domande sono lì, in agguato, pronte ad assalire anche altre persone oltre te. Sembri una ragazza agguerrita e a volte penso che sia questo a mancarmi: la determinazione. Altre volte poi mi rimprovero l’esatto contrario: pur di mantenere i miei propositi travolgo tutto e tutti, senza neanche accorgermene. Siamo giovani, il bello credo sia proprio il non sapere ancora per certo chi si è ma avere una gran voglia di scoprirlo. E scoprire anche chi o cosa si desidera diventare. Io non so quanto sto volando alto, mi dicono che non bisogna guardare giù se si soffre di vertigini (e ovviamente io le soffro! :)), so per certo che faró tutto quello che posso per non cadere. E se dovesse succedere… Farò come hai fatto tu. Mi rialzerò. Un po’ ammaccata. Ma le ferite si rimarginano, le crosticine vanno via e mi piace pensare che dopo ogni caduta la pelle diventi più forte! Grazie mille per il tuo commento, in bocca al lupo per tutto!

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